Parte domani la 9ª Settimana sulle autonomie locali

Comincia domani, lunedì 8 maggio, alle ore 15 a Palazzo Borsalino ad Alessandria, con la presentazione del prof. Renato Balduzzi, componente del Consiglio superiore della magistratura, e la prolusione del cons. Filippo Patroni Griffi, presidente aggiunto del Consiglio di Stato, la 9ª edizione della Settimana di studi sulle autonomie locali, promossa dal Drasd, il Dottorato di ricerca su autonomie locali, servizi pubblici e diritti di cittadinanza dell’Università del Piemonte Orientale. 

Tema di quest’anno della Settimana, che si protrarrà sino a venerdì 12 maggio, sono le nuove forme di democrazia partecipativa e deliberativa. 

Al prof. Renato Balduzzi, che del Dottorato e della Settimana fu promotore negli anni 2008-2009 e che ha sempre continuato ad essere presente, abbiamo rivolto alcune domande.

Tra prolusione, convegni, presentazione di libri e seminari, la Settimana è forse l’avvenimento più corposo dell’anno alessandrino…

Dal punto di vista quantitativo sì, sul valore qualitativo lascio evidentemente ad altri valutare. La Settimana è il frutto di una collaudata collaborazione tra l’Università del Piemonte orientale, altre università italiane, tra le quali l’Università Cattolica, istituzioni locali e imprese attente al territorio, e dimostra che, anche fuori dai contesti metropolitani, è possibile produrre contenuti culturali e operativi.

Quali contenuti quest’anno?

Sono sintetizzati dal titolo della prolusione affidata a Filippo Patroni Griffi: “Enti locali e nuove forme di democrazia”. Oggi la vita democratica è in difficoltà, riscuote sempre meno simpatie dai cittadini. Eppure si stanno sperimentando nuove forme di democrazia, per comodità chiamate con i nomi di democrazia partecipativa e democrazia deliberativa. Anche le autonomie locali sono in difficoltà, sotto il profilo finanziario e sotto il profilo culturale, poiché tanti cittadini hanno perso il senso del valore dell’autonomia e sono tentati di pensare che le cose andrebbero meglio dando più poteri al centro e togliendone alle periferie. Coniugare le nuove forme di democrazia a livello locale potrebbe essere una soluzione. È quanto cercheremo di capire.

La Settimana 2017 vede l’intervento di tante personalità d’eccezione, italiane e straniere, dal presidente Patroni Griffi al vicepresidente della Corte costituzionale Carosi, a Sabino Cassese? Qual è stato il criterio di scelta?

Da sempre la Settimana ha coinvolto tecnici del diritto pubblico che abbiano anche esperienza concreta nelle istituzioni. Personalmente credo che questa duplice qualità costituisca il segreto per preparare bravi laureati e bravi ricercatori. Senza contare che il Dottorato sulle autonomie locali ha sempre avuto attenzione ai professionisti, agli amministratori comunali e ai dirigenti amministrativi.

Ci sono momenti dedicati anche a non universitari?

Certo. Gli amministratori locali sicuramente trarranno beneficio dalla presentazione, martedì 9 maggio alle 16,30 a Palatium Vetus, del volume di Paolo Perulli sulle convenzioni e gli accordi di partenariato a livello dei centri urbani (con Maria Luisa Bianco e Jörg Luther), oltre che naturalmente dalla chiusura di venerdì pomeriggio sulla finanza locale sostenibile, con due relatori che sono tra i massimi esperti italiani sul tema. Ma avvocati e dirigenti amministrativi saranno interessati al convegno internazionale e in particolare alla mattinata di venerdì sull’art. 22 del nuovo codice degli appalti pubblici. E i tanti alessandrini pensosi per l’andamento della cosa pubblica e le sorti della vita democratica hanno soltanto l’imbarazzo della scelta e della compatibilità con gli impegni di lavoro e familiari

Quanto è importante il coinvolgimento dell’Università del Piemonte Orientale?

Senza di essa non vi sarebbe la Settimana, né il Dottorato che la promuove. Credo di dover ringraziare i colleghi del Piemonte Orientale i quali, anche dopo il mio trasferimento all’Università Cattolica e l’assunzione di incarichi istituzionali impegnativi, hanno continuato a dare il sostegno convinto alla Settimana. Voglio menzionare in particolare il direttore del Dipartimento Salvatore Rizzello, la direttrice della Scuola forense Roberta Lombardi e i colleghi Piera Vipiana, Chiara Tripodina, Eugenio Bruti Liberati, Davide Petrini, Massimo Cavino e Massimo Vogliotti, con un grazie particolare a Jörg Luther (che mi è succeduto come coordinatore del Dottorato e che ha dato nuova linfa scientifica all’iniziativa), oltre che al personale amministrativo, sempre solerte e attento. Sarei però ingiusto se non ricordassi l’impegno instancabile e intelligente del dott. Davide Servetti, come tutor dei dottorandi e come segretario scientifico-organizzativo della Settimana. Non va trascurato, ultimo ma non minore, la costante attenzione del Rettore prof. Cesare Emanuel.

Quali ricadute sul territorio?

​Una prima ricaduta è data dalla circostanza che la Settimana è evento unico in Italia, come unico è il Dottorato sulle autonomie locali. Poi vi è il fatto, come si diceva all’inizio, della corposità dell’evento, con ricadute sul tessuto sociale ed economico. Infine, la possibilità per i tanti sindaci e amministratori locali, di avere a disposizione, senza oneri aggiuntivi per le finanze comunali, un momento di aggiornamento e formazione permanente.

Marco Caramagna