Ma l’editoria italiana è davvero in crisi?

Da più parti sento dire che, nella crisi profonda che purtroppo continua ad attanagliare il nostro Paese, anche il settore editoriale sarebbe in seria difficoltà. Mi sia consentito – in parte – dissentire. Intendiamoci, un conto sono le librerie, che ahimè, tranne rare eccezioni, denunciano gravi problematiche (specie quelle indipendenti), aggravate ogni giorno dall’espansione del digitale, un conto sono le case editrici. Queste ultime appaiono, per fortuna, piuttosto vitali. Non parlo solo delle maggiori, quelle più conosciute. Ovviamente, non faccio nomi, ma a tutti ne saranno venuti in mente almeno quattro o cinque. Anche per le piccole, quelle di nicchia, mi pare un periodo discretamente fortunato. Non si spiegherebbe altrimenti tutto il fiorire di collane, di nuovi titoli e, anche, di nuovi autori, alcuni dei quali assai bravi, un fiorire al quale assistiamo quotidianamente.

Un esempio della vitalità di questo settore? Il numero sempre crescente, oltre che di premi prestigiosi e di rassegne di nicchia (penso ad esempio al Neggia Gialla e al Garfagnana in Giallo, ormai noti anche a livello internazionale) di manifestazioni dedicate al settore nel suo complesso, che vedono sempre una grande partecipazione di pubblico. La prossima è Tempo di libri, che si terrà a Fiera Milano Rho da domani mercoledì 19 aprile a domenica 23, la prima Fiera Nazionale del Libro promossa da La Fabbrica del Libro. 

Per “dare qualche numero” è prevista la partecipazione di oltre duecento espositori e circa duemila ospiti. Cifre di tutto rispetto già da sole, anche senza considerare l’importanza dei nomi coinvolti. Si andrà da noti scrittori esteri ai migliori italiani (un nome per tutti Roberto Saviano, e poi Gianrico Carofiglio, Teresa Ciabatti, Mauro Corona, Mauro Covacich, Sandrone Dazieri, Mario Desiati, Antonio Pascale e tanti altri), da sei premi Strega a grandi giornalisti come Marco Damilano, Alan Friedman, Mario Calabresi, Toni Capuozzo, Michele Serra e Beppe Severgnini, per citarne solo alcuni.

Previste anche sezioni dedicate a grandi autori del passato, alla letteratura scientifica, ai libri per ragazzi, al recupero di antichi e preziosi volumi. Ricchissimo il calendario di incontri, presentazioni, workshop. 

E poi, a maggio, tutti a Torino per il Salone del libro.

Insomma, una grande dimostrazione di vitalità, per un settore che offre ancora tanti posti di lavoro e grande visibilità al Paese.

Gian Luca Lamborizio