La Lavanderia di Francesco

Scorrendo i media si ha sempre più l’impressione (direi spesso purtroppo molto fondata) che il mondo faccia ogni giorno passi da gigante verso la rovina.

D’accordo, le brutte notizie colpiscono (e fanno audience) più di quelle positive ma, obiettivamente, qui c’è solo l’imbarazzo della scelta; spietati e sanguinosi attentati in ogni parte del mondo, venti di guerra “globale” sempre più impetuosi in Medio ed Estremo Oriente, scandali politici o economici, Terra dei Fuochi ed effetto serra, criminalità organizzata e tangenti, femminicidi e killer solitari, insomma chi più ne ha più ne metta…

Se poi pensiamo che il tutto viene a innestarsi in una situazione particolare come quella italiana, ancora caratterizzata dal perdurare di una crisi economica profonda che forse solo ora, per alcuni, accenna timidamente ad attenuarsi, c’è veramente da deprimersi.

E allora, posto che le soluzioni di questi enormi problemi spettano, necessariamente, ai “grandi” della Terra (che a volte paiono avere tutt’altre intenzioni), e noi comuni mortali possiamo di solito soltanto sommessamente evidenziare certe situazioni e provare a suggerire qualche rimedio, senza molta speranza di essere ascoltati, a chi scrive a volte non resta, a parziale consolazione, che andare a spulciare fra le notizie “piccole”, quelle più nascoste e apparentemente meno importanti, ma che possono magari far nascere una piccola speranza, o costituire un esempio da seguire, o rappresentare un timido incoraggiamento sul futuro dell’uomo. Bisogna armarsi di santa pazienza e avere buoni occhi, questo è certo, ma ogni tanto qualcosa, per fortuna, si trova. Negli ultimi giorni, per fare un esempio concreto, una notizia in particolare mi ha colpito, per la sua positività; non è proprio recente, molti già la conosceranno, ma secondo me è assolutamente degna di nota. A Roma, vicino al vecchio ospedale di San Gallicano, ha aperto i battenti, lunedì scorso, quella che è stata già soprannominata affettuosamente la “Lavanderia di Francesco”. Affidati alla gestione della Comunità di Sant’Egidio, i locali sono dotati di lavatrici, asciugatrici e ferri da stiro, gratuitamente a disposizione dei poveri e dei senza casa, per riassettare i propri indumenti. Nella sua semplicità, l’iniziativa mi sembra geniale: con pochissima spesa (tutto il materiale, compresi i detersivi, è stato fornito da vari “sponsor”), si mette materialmente a disposizione dei meno fortunati un altro strumento per rendere la loro vita un pochino più dignitosa e meno disagevole. L’iniziativa si affianca ad altre, come le docce, l’ostello per i poveri e la barberia nei pressi di San Pietro, volute recentemente da questo Papa sempre così vicino agli ultimi della società, ed è un altro concreto esempio di come alle parole possano seguire fatti concreti per la tutela e il riscatto di chi più ha bisogno. Ecco, l’umanità e l’amore verso il prossimo di Francesco non sono certo una novità e non hanno bisogno di conferme, ma penso che anche con iniziative come queste, che magari faranno da esempio e volano per altre analoghe, si possa concretamente dimostrare che un mondo un pochino migliore è, forse, possibile.

Gian Luca Lamborizio