Alessandria ha bisogno di maggiore sicurezza

Un tempo ci si lamentava delle grandi città. Sporche, frequentate da “brutta gente” e insicure, si diceva. Le piccole realtà invece erano di solito considerate delle piccole oasi felici.

Ci si conosceva un po’ tutti, si lasciava la porta di casa aperta (qui però risaliamo parecchio addietro, da che mi ricordi io la porta è sempre stato meglio chiuderla per bene a doppia mandata), le donne potevano uscire da sole e i bambini giocavano per strada senza nessun rischio, o quasi.

Ora però pare cambiato tutto, anche nelle piccole città, anche nella provincia un tempo felice e spensierata. E Alessandria, che ultimamente sembra lanciata a battere molti primati, spesso negativi, non fa certo eccezione.

Basta dare una scorsa ai post su Facebook o sentire le chiacchiere della gente per strada. Lasciando stare le boutade da campagna elettorale, sono tantissime le lamentele riguardanti la sicurezza e il decoro della nostra città.

Spesso ci si lamenta a vuoto, perché non si ha di meglio da fare… In questo caso non è così. È vero, la città non è più sicura. Il decoro e soprattutto la sicurezza urbani sono stati trascurati e ora ne vediamo, e paghiamo, le conseguenze.

È difficile stilare una classifica delle aree a maggior criticità. Un po’ tutta la città presenta non pochi problemi.

Le periferie e i sobborghi sono diventati terra di nessuno in cui perfino di giorno è rischioso lasciare una finestra aperta se non ci si vuole trovare la casa svaligiata. Una veloce corsa al supermercato o a prendere i figli a scuola dimenticandosi di inserire il sistema antifurto può rivelarsi fatale. Non parliamo poi della notte… E nell’impotenza delle Forze dell’Ordine, che fanno quel che possono con i mezzi e gli organici limitati che hanno a disposizione, ognuno cerca di difendersi come può… sistemi di allarme, vigilanza privata, “controllo di vicinato”, ovvero i cittadini che organizzano ronde e gruppi sulle chat per controllare movimenti sospetti.

Ma anche il centro città, da molti considerato privilegiato nelle attenzioni dell’Amministrazione, deve fare i conti con questa situazione. Parcheggiatori abusivi, gruppi di mendicanti…, aggressioni, scippi… E l’elenco potrebbe continuare a lungo. Tutti siamo rimasti colpiti dall’accorato appello di una ragazza a cui, in pieno giorno, è stata strappata la borsa con dentro le ceneri dell’amato cagnolino.

Risultato: la popolazione è scontenta, arrabbiata e delusa. E, soprattutto, impaurita. Ed è assurdo e inaccettabile che i cittadini non possano sentirsi tranquilli nella propria città, liberi di uscire di casa o addirittura di starsene tranquilli, in quella casa.

Altrettanto assurdo e inaccettabile è che non si possa o non si voglia cercare di porre rimedio a tutto ciò.

Lo so, è facile dirlo, è facile puntare il dito. Non ho la benché minima intenzione di accusare nessuno, perché mi rendo ovviamente conto delle problematiche e delle difficoltà nel risolvere un tale stato di cose. Ma la situazione ce l’abbiamo sotto gli occhi tutti, quotidianamente. Alessandria presenta molte e gravi criticità, anche da questo punto di vista, ed è necessario affrontarle seriamente e in modo concreto. Il problema della sicurezza reale dei cittadini è enorme, e va affrontato una volta per tutte, a livello nazionale oltre che locale, prima che sia tardi.

Per Alessandria e per i suoi cittadini, che già tutti i giorni fanno i conti con troppe difficoltà e che meriterebbero, almeno, di vivere in una città sicura, sentendosi protetti a casa propria.

Gian Luca Lamborizio